9 – 17 Maggio 2000
Cinema De Amicis, Milano

IL MAGO OZU
L’arte di un genio giapponese

Nasce a Tokyo nel 1903 nel quartiere popolare Fukugawa popolato da piccole botteghe artigiane, mercatini, locali di ristoro e teatrini. Nel 1913 va a vivere con la madre nella città  di Matsusaka, mentre il padre è costretto, per ragioni di lavoro, a vivere a Tokyo.
Ozu resterà  a vivere con la madre, senza mai sposarsi, fino alla morte di lei nel febbraio del 1962. Studente mediocre e indisciplinato, preferisce andare al cinema piuttosto che a scuola o nelle osterie.
Nel 1923 il padre richiama la famiglia a vivere con sé nella capitale e qui il futuro regista segue qualche corso all’Università  Waseda. Grazie ad uno zio, conosce un dirigente della Shochiku (casa di produzione cinematografica nata nel 1920).
Nell’agosto del 1923 Ozu entra negli studi di Katama, della Shochiku, come assistente operatore del regista Ushihara Kiyohiko. In questi anni di tirocinio instaura rapporti di amicizia e di lavoro con quelli che saranno poi i suoi più stretti collaboratori: Noda Kogo, sceneggiatore, Mohara Hideo, direttore della fotografia. Tre anni dopo Ozu riesce a lavorare come primo assistente di Okubo Tadamoto, specialista del genere non sense, per il quale scrive le gags. Scrive anche una sceneggiatura per un dramma storico e, nel 1927, dopo un incontro con il direttore degli studi Kamata, viene assegnato alla sezione film storici, assumendo la regia de La spada della penitenza, inizio della carriera cinematografica vera e propria di Ozu.
Una carriera che lo porterà  a girare tra il 1928 e il 1962 ben 54 film.
Il critico cinematografico Yamamoto sottolineava come la contaminazione da parte del cinema americano nel lavoro di Ozu rientrasse nel processo di occidentalizzazione e di modernismo che si stava diffondendo in Giappone a quell’epoca ma che possedesse anche un senso di ironia nei confronti di quello.
Ozu muore di cancro il 12 dicembre del 1963, il giorno del suo sessantesimo compleanno.

FILM SELEZIONATI PER RASSEGNA
Il primo periodo (1927 – 1930) è caratterizzato dallo stretto rapporto instaurato con alcuni generi della produzione giapponese dell’epoca (vita studentesca e impiegatizia, erotico-grotteschi, drammi familiari e criminali) e l’influenza dei modelli americani soprattutto lo slapstick e la commedia di Keaton, Chaplin e Lubitsch (conosciuti come spettatore assiduo delle sale).

Il primo film del regista che è possibile vedere è
1929 GIORNI DI GIOVENTU’ – WAKAKI HI – 103’
Qui si rivela lo stretto legame col cinema hollywoodiano. Non mancano però i segni di quello stile originale in via di maturazione. Questo è un esempio di film sugli studenti.
Ritrovato da un collezionista privato nel 1990.

UN BAMBINO CHE NON SI FERMA MAI – TOKKAN KOZO – 37’
Una lezione di slapstick americano.

1930 PASSEGGIATE ALLEGRAMENTE ! – HOGARAKA NI AYUME -96’
Deve molto al cinema americano, in particolare al gangster film. Questo film è una tappa fondamentale nell’evoluzione dello stile di Ozu. Motivi geometrici, visivi, cominciano a delinearsi (linguaggio e tecnica filmica, cultura popolare).

SONO STATO BOCCIATO MA.. – RAKUDAI WA SHITA KEREDO – 64’
Tematica della disoccupazione, molto sentita in Giappone negli anni ’20.
Montaggio giocato sugli sguardi. Passione per possibilità  espressive del mezzo filmico. Virtuosismi nei movimenti di m. d. p.

SIGNORINA – OJOSAN
Chiude il primo periodo e inizia una crescita professionale.

1931 IL CORO DI TOKYO – TOKYO NO GASSHO – 90’
Da questo film in avanti Ozu getta la basi della sua poetica più originale. Si presenta come un momento d’incontro dei generi preferiti dal regista. è l’inizio di un periodo chiave dove sembra in secondo piano la lezione americana. Sono già  presenti lo stile ellittico e il montaggio “disorientante” è importante inoltre il tema del passaggio dall’adolescenza alla maturità in una Tokyo “città  della disoccupazione”.

SONO NATO MA.. – UMARETE WA MITA KEREDO – 90’
Sancisce il definitivo riconoscimento critico di Ozu. Si fondono diversi generi tipici del cinema giapponese e della cultura popolare anni ’30. Da questo film in poi rinuncerà  alla dissolvenza incrociata, sinonimo di autolimitazione delle possibilità  espressive.

DOVE SONO FINITI I NOSTRI SOGNI DI GIOVENTU’ – SEISHUN NO IMAIZUKO – 86’
Sviluppo tematico del film precedente

1933 LA DONNA DELLA RETATA – HIJO¯SEN NO ONNA – 100’
Film conferma del legame tra Ozu e il cinema americano classico e in particolare col gangster film.

CAPRICCIO PASSEGGERO – DERIGOKORO – 103’
Il film inaugura un ciclo impostato sulla presenza dell’attore Sakamoto Takeshi. Introduce il soggetto del proletariato, e quello delle aree urbane definite shitamachi (downtown) distrutte per la gran parte dagli incendi che seguirono il terremoto del 1 settembre 1923, dove era ancora possibile vivere l’atmosfera della vecchia Tokyo (Edo). Esempio di realismo.

1934 STORIA DI ERBE FLUTTUANTI – UKIGUSA MONOGATARI – 86’
Abbandona l’universo metropolitano per l’ambiente rurale. Film “spettacolo nella spettacolo” trattandosi della storia di una compagnia di attori. Si rappresenta il fluttuare della vita.

1935 UNA LOCANDA DI TOKYO – TOKYO NO YADO – 80’
Film “precursore” del neorealismo italiano. E’ l’ultimo film della serie “ Takeshi”. Dimostra la capacità  di Ozu di muoversi tra dimensione naturalistica e una raffinata elaborazione formale.

1936 FIGLIO UNICO – HITORI MUSUKO – 83’ (1° film sonoro)
Ritenuto uno dei capolavori di Ozu, è uno dei film più amari dove emerge la figura del sacrificio causata dalla realtà  sociale. Dominano immagini di tristezza e desolazione: la campagna appare come una realtà  disgregata a cui si sostituiscono le piccole fabbriche.
Tokyo appare come una squallida periferia fatta di case decadenti, campi abbandonati, capannoni industriali.

1941 FRATELLI E SORELLE DELLA FAMIGLIA TODA – TODAKE NO KYODAI – 105’
Primo grande successo di pubblico. Film a sostegno dell’avventura militare giapponese in Oriente. Forse metafora della storia giapponese dell’era Meniji sino all’avventura in Cina.

1942 C’ERA UN PADRE – CHICHI ARIKI – 87’
Parallelo a figlio unico, è sicuramente un film di Politica Nazionale.

Avvio dell’ultimo periodo del cinema di Ozu
1949 TARDA PRIMAVERA – BANSHUN – 108’
Coniuga tradizione e spirito democratico cercando un incontro fra due realtà  che il Giappone, sotto il controllo americano, sembra pensare antitetiche. è’ fra tutti i film di Ozu quello che meglio traccia la figura dell’accettazione.
Importante la scena dedicata al teatro No¯.

1951 INIZIO D’ESTATE (il tempo del raccolto del grano)- BAKUSHÛ – 125’
Riprende il successo del film precedente. Ritorna il tema della grande famiglia e della sua dissoluzione, quello del distacco.

1952 IL SAPORE DEL RISO AL TE’ VERDE – OCHAZUKE NO AJI – 116’
La censura militare aveva proibito nel 1939 la sua realizzazione. Subisce numerose modifiche, non ultima quella alla realtà  sociale degli anni ’50.
Imperniato sull’incastro tra un plot dominante e uno secondario, personaggi in parallelo o in contrasto rispetto quelli principali.

1953 VIAGGIO A TOKYO (una storia di Tokyo) – TOKYO MONOGATARI – 135’
Riprende i temi dei film Figlio unico e sorelle e Fratelli e sorelle della famiglia Toda. Come il primo si struttura lungo un movimento che dalla provincia porta alla metropoli e poi ancora in campagna.

1956 INIZIO DI PRIMAVERA – SOSHUN – 144’

1959 BUON GIORNO – OHAYO – 94’

1960 TARDO AUTUNNO (giorni sereni d’autunno) – 129’

1962 IL GUSTO DEL SAKE’ – SANMA NO AJI – 113’
CREDITS

Progetto a cura di:
Pier G. Carizzoni
Camilla Botticella

Organizzazione:
Associazione Culturale Dioniso
Comune di Milano-Settore Cultura e Spettacoli- Ufficio Cinema

In collaborazione con:
Regione Lombardia
Direzione Generale Cultura

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