dal 4 al 29 Novembre 2011 – Milano
Riva del Garda – Biblioteca Civica
Rainer Maria Rilke
Tra poesia e paesaggio ai confini di un impero.
in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura
dal 4 al 29 Novembre 2011
Sala Pinacoteca
Rainer Maria Rilke: “Il poeta e i suoi angeli”
Venerdì 4 novembre ore 18
Sala Pinacoteca
INAUGURAZIONE
CURATORE
Pier Giorgio Carizzoni
ORGANIZZAZIONE
Associazione Culturale Dioniso
RICERCHE BIBLIOGRAFICHE – ICONOGRAFICHE
Vittorio Bocceda, Francesca Gerosa
TRADUZIONI
Gabriella Vanzan e Alexandra Geese (tedesco)
SUPERVISIONE TESTI RILKIANI
Rosalba Maletta
FONTI DEI MATERIALI IN MOSTRA
Archivio di Stato di Trieste ; Deutsches Literaturarchiv – Marbach am Neckar ; Archivio Lou Andreas-Salomé – Göttingen ; Biblioteca Comunale Centrale di Palazzo Sormani – Milano ; Stiftung Weimarer Klassik ; Biblioteca del Dipartimento di studi Linguistici, Letterari e Filologici – Sezione di Germanistica – Università degli Studi di Milano ; Civico Archivio Fotografico – Castello Sforzesco, Milano ; Barkenhoff-Stiftung Worpswede ; Schweizerisches Literaturarchiv di Berna ; Sigmund Freud-Museum, Vienna ; Collezioni private
TRASPORTI
Ditta Tercimont – Daniele Cortina (Udine)
giovedì 17 novembre ore 17,30
Österreich Bibliothek –Biblioteca austriaca – Centro LAI di Trento
Trento – Biblioteca Comunale
Presentazione del volume a cura di Paola Maria Filippi
Il “Cornet” di Rilke nella lettura di Vincenzo Errante.
Illustrazioni di Edgar Caracristi
Edizioni Il Sommolago, Arco 2011
a seguire Gabriela Corini leggerà
La ballata sull’amore e sulla morte dell’alfiere Cristoforo Rilke
nella traduzione di Vincenzo Errante
venerdì 18 novembre ore 21
Nell’ambito di Pagine del Garda. Mostra del libro e rassegna dell’editoria gardesana
Arco – Palazzo Marcabruni Giuliani
Presentazione del volume a cura di Paola Maria Filippi
Il “Cornet” di Rilke nella lettura di Vincenzo Errante.
Illustrazioni di Edgar Caracristi
a seguire Gabriela Corini
Il canto d’amore e morte dell’alfiere Christoph Rilke nella traduzione di Maria Teresa Ferrari, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1988
Gabriela Corini, forte del successo ottenuto lo scorso anno presso il Castello di Sarteano (Siena), e alla Torretta Valladier a Roma nell’aprile scorso riporta in scena una delle opere più sentite di Rainer Maria Rilke, Il canto di amore e morte dell’alfiere Christoph Rilke.
L’autore trasse i temi di Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke da una cronaca apparsa nel 1665 a Regensburg. Una relazione del conte Johan Stauffemberg, secondo cui, l’alfiere Christoph Rilke, fratello di Otto von Rilke, avrebbe prematuramente incontrato la morte nel 1663 in Ungheria combattendo contro i turchi durante la campagna di Raimondo Montecuccoli. Un testo emotivo, scritto da Rilke in una notte del 1899, che divenne per i soldati della prima guerra mondiale, l’espressione del loro “disagio doloroso”.
“Costruito attraverso vividi frammenti il testo risulta nel suo complesso un’opera di pura poesia, conseguendo comunque, attraverso il susseguirsi dei capitoli, la forma narrativa del racconto”.
È Gabriela Corini ad interpretare l’anima universale, osservatrice e contenitore delle esitazioni, dei dubbi e delle emozioni dei soldati in guerra
In questa occasione il poema di Rilke rivive nella traduzione di Vincenzo Errante, di cui la Biblioteca Civica di Riva del Garda conserva il manoscritto autografo e la prima bozza di stampa apparsa nel 1929. Non si tratta di una traduzione filologica ma di una libera rivisitazione in versi secondo lo stile interpretativo poetico dello stesso Errante.
Vincenzo Errante ( Roma 12 febbraio 1890 – rRva del Garda 25 agosto 1951), filologo e germanista italiano.
Nacque da Celidonio Errante, nobile palermitano e funzionario ministeriale, e da Maria Rosmini, di origine trentina e parente del filosofo Antonio Rosmini. Intanto che frequentava le lezioni di lingua e letteratura greca di Ettore Romagnoli, studiava anche il tedesco ma si laureò nel 1912 con una tesi di argomento storico, pubblicata nel 1915 con il titolo Forse che sì, forse che no. La terza spedizione del duca Vincenzo Gonzaga in Ungheria alla guerra contro il Turco (1601), studiata su documenti inediti. Il suo interesse per la letteratura tedesca si manifestò nelle conferenze di Vicenza del 1912 e 1914 su Il romanticismo in Germania e sui Saggi di versione metrica dalle elegie di Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller, pubblicati successivamente.
Nel 1915 fu chiamato in guerra e combatté con il grado di capitano,sul fronte dell’Altissimo Risalgono a questo periodo la traduzione del Faust , di Lenau e delle poesie del Mare del Nord di Heine, pubblicate nel primo dopoguerra. Scopo dichiarato del traduttore è quello di presentare ai moderni lettori le opere del passato «sotto una specie che rechi, dell’epoca, il suggello spirituale e formale», essendo ogni opera di poesia «una entità che nel susseguirsi delle generazioni passa per una serie di successive metamorfosi»
Nel 1922 vinse il concorso per la cattedra di Letteratura tedesca all’ Università di Pavia, e vi tenne la prolusione inaugurale su Goethe, interpretato alla luce del superuomo di Nietzsche. Nel frattempo fu direttore della casa editrice «Unitas», condirettore della «Mondadori» e membro del comitato direttivo della «Rivista d’Italia». I suoi interessi si concentrarono sulla poesia di Rilke, con traduzioni e il saggio Rilke. Storia di un’anima e di una poesia, del 1930. Nel 1932 succedette nella cattedra di letteratura tedesca dellUniversità di Milano a Gian Antonio Borghese che aveva lasciato l’Italia per gli Stati Uniti per protesta contro il regime.
Di questi anni furono altre traduzioni di autori tedeschi, da Hölderlin a Hofmannsthal, dal Tristano e Isotta di Wagner e il Faust di Goethe, due monografie sullo stesso Goethe e sul Lenau, oltre a un’antologia per le scuole secondarie e alla direzione di un’enciclopedia per ragazzi.
Alla fine della guerra preferì lasciare l’insegnamento. Si avvicinò all’opera di Shakespeare, del quale tradusse le tragedie più popolari e con l’allievo Emilio Mariano preparò Orfeo, un’antologia di traduzioni.
Morì nel 1951 a Riva del Garda, dove aveva stabilito la propria residenza dal 1940 ed è sepolto a Torbole, all’esterno della chiesa di Sant’Andrea, in un punto panoramico sul Garda che egli amava frequentare negli ultimi anni di vita. Fu definito da Valentino Bompiani un «barone siciliano traduttore di Goethe in versi dannunziani».
Per informazioni
Associazione Culturale Dioniso: 02.7200.4100 | e-mail: ass.dioniso@alice.it
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